Domenica 26 Aprile 2026

La predica di don Giulio

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice "Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Nel contesto attuale, il digitale ha aperto talmente tante porte da non avere più muri. Con un “touch” sei nella tua stanza e insieme sei in ogni parte del mondo reale, spaziale, virtuale, sei nel presente, nel passato, nel futuro. Tante porte spalancano sempre più connessioni e contatti, ma diventano rare e deboli le relazioni e i dialoghi. L’identità è sostituita da account confezionati come si vuole. La personalità a tutto tondo è ridotta a “profilo”. Gli spazi vitali sono pagine social, vetrine senza magazzino. Le storie da raccontarsi diventano post che rullano tra i like. Il cibo diventa immagine, bello ma senza gusto e profumo. Ci si ritrova prigionieri di un recinto che imprigiona come una rete (appunto!), con tanti spazi aperti, ma senza uscita.

Dobbiamo ritrovare LA porta della casa della vita, dove abitare
difendendo i nostri valori da tanti ladri di speranza,
difendendo l’intimità da chi scavalca limiti, confini, steccati,
difendendo i sogni da mercenari che vendono illusioni.

Per questo Gesù ci insegna la logica della porta. Anzi dicendo che lui è la porta, afferma che chi ama è come la porta di casa e, soprattutto, ciascuno di noi può essere e fare così.

La porta di casa aperta comunque e nonostante tutto.
La porta di casa si sbatte quando non ci si sente capiti.
La porta di casa dà protezione e se è violata è un trauma.
La porta di casa ad ogni partenza consegna un ritorno.
La porta di casa fa spogliare da maschere e armature.
La porta di casa plasma la spontaneità e la premura.
La porta di casa protegge dalle tempeste.
La porta di casa fa entrare aria fresca e vince l’odore di muffa.
La porta di casa identifica i legami più intensi.
La porta di casa custodisce le parole e i silenzi più densi.
La porta di casa rende liberi e adulti quando ne hai le chiavi.
La porta è così. Dio (e chi ama) è così. Noi possiamo fare così.

La porta di casa è ospedale per curare ferite e sofferenze.
La porta di casa è chiesa per le invocazioni segrete.
La porta di casa è palestra per i muscoli della coscienza.
La porta di casa è università per lezioni di sussistenza.
La porta di casa è banca per custodire tesori preziosi.
La porta di casa è officina per costruire e aggiustare.
La porta di casa è centrale di energie ricaricanti.
La porta è così. Dio (e chi ama è così). Noi possiamo fare così.

La porta di casa segna il passaggio dall’io al noi, fa entrare in uno spicchio di cielo, a volte sereno altre nuvoloso (ma sempre cielo) e uscire a sfidare il mondo.
La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così, perché non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e la gioia non può entrare.

Buona domenica!

La porta