La predica di don Giulio
Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice "Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Nel contesto attuale, il digitale ha aperto talmente tante porte da non avere più muri. Con un “touch” sei nella tua stanza e insieme sei in ogni parte del mondo reale, spaziale, virtuale, sei nel presente, nel passato, nel futuro. Tante porte spalancano sempre più connessioni e contatti, ma diventano rare e deboli le relazioni e i dialoghi. L’identità è sostituita da account confezionati come si vuole. La personalità a tutto tondo è ridotta a “profilo”. Gli spazi vitali sono pagine social, vetrine senza magazzino. Le storie da raccontarsi diventano post che rullano tra i like. Il cibo diventa immagine, bello ma senza gusto e profumo. Ci si ritrova prigionieri di un recinto che imprigiona come una rete (appunto!), con tanti spazi aperti, ma senza uscita.
Dobbiamo ritrovare LA porta della casa della vita, dove abitare
difendendo i nostri valori da tanti ladri di speranza,
difendendo l’intimità da chi scavalca limiti, confini, steccati,
difendendo i sogni da mercenari che vendono illusioni.
Per questo Gesù ci insegna la logica della porta. Anzi dicendo che lui è la porta, afferma che chi ama è come la porta di casa e, soprattutto, ciascuno di noi può essere e fare così.
La porta di casa aperta comunque e nonostante tutto.
La porta di casa si sbatte quando non ci si sente capiti.
La porta di casa dà protezione e se è violata è un trauma.
La porta di casa ad ogni partenza consegna un ritorno.
La porta di casa fa spogliare da maschere e armature.
La porta di casa plasma la spontaneità e la premura.
La porta di casa protegge dalle tempeste.
La porta di casa fa entrare aria fresca e vince l’odore di muffa.
La porta di casa identifica i legami più intensi.
La porta di casa custodisce le parole e i silenzi più densi.
La porta di casa rende liberi e adulti quando ne hai le chiavi.
La porta è così. Dio (e chi ama) è così. Noi possiamo fare così.
La porta di casa è ospedale per curare ferite e sofferenze.
La porta di casa è chiesa per le invocazioni segrete.
La porta di casa è palestra per i muscoli della coscienza.
La porta di casa è università per lezioni di sussistenza.
La porta di casa è banca per custodire tesori preziosi.
La porta di casa è officina per costruire e aggiustare.
La porta di casa è centrale di energie ricaricanti.
La porta è così. Dio (e chi ama è così). Noi possiamo fare così.
La porta di casa segna il passaggio dall’io al noi, fa entrare in uno spicchio di cielo, a volte sereno altre nuvoloso (ma sempre cielo) e uscire a sfidare il mondo.
La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così, perché non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e la gioia non può entrare.
Buona domenica!
