Eventi
31 MAG - 2 GIU 2026SANTISSIMA TIRNITA'Il 31 maggio ricorre la Solennità della Santissima Trinità a Balme è Festa Patronale: la Santa Messa delle ore 9.30 sarà animata dalla corale di Ala di Stura; seguirà incanto.
Pranzo al Cresto Antipasti misti Tagliolini con asparagi e mazzancolle Riso alla toma Arrosticini con patate al forno Polenta e spezzatino o salsiccia Dolci della casa e Festa della RepubblicaNon sono previste celebrazioni particolari. Nei giorni del ponte venite a trovarci al Cresto siamo aperti sempre. Buona Festa! |
PENTECOSTE 2026
DOMENICA 24 MAGGIO 2026Alle ore 9.30 la santa Messa di Pentecoste nella Chiesa di Balme Alle Contessine dopo la preghiera di mezzogiorno seguirà un momento conviviale. Menù del pranzo Antipasti misti caldi e freddi LUNEDI' di Pentecoste, giorno festivo in mezza europa, pranzo per i pensionati offerto dalla casa, Venite a trovarci e prenotate la vostra visita al 3282074207 Domenica 26 Aprile 2026La predica di don Giulio Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice "Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Nel contesto attuale, il digitale ha aperto talmente tante porte da non avere più muri. Con un “touch” sei nella tua stanza e insieme sei in ogni parte del mondo reale, spaziale, virtuale, sei nel presente, nel passato, nel futuro. Tante porte spalancano sempre più connessioni e contatti, ma diventano rare e deboli le relazioni e i dialoghi. L’identità è sostituita da account confezionati come si vuole. La personalità a tutto tondo è ridotta a “profilo”. Gli spazi vitali sono pagine social, vetrine senza magazzino. Le storie da raccontarsi diventano post che rullano tra i like. Il cibo diventa immagine, bello ma senza gusto e profumo. Ci si ritrova prigionieri di un recinto che imprigiona come una rete (appunto!), con tanti spazi aperti, ma senza uscita. Dobbiamo ritrovare LA porta della casa della vita, dove abitare La porta di casa è ospedale per curare ferite e sofferenze.
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A Pasqua e Pasquetta vieni al Cresto!Scopri il menu di questo giorno. Ti proponiamo una bella riflessione di Papa Leone come augurio di una buona Pasqua da parte di tutto lo staff delle Contessine. SPERARE NON E' SAPEREDobbiamo imparare ad abitare un mondo nuovo. Tutto va ormai guardato alla luce della risurrezione del Crocifisso. È in questa speranza che siamo salvati! Gli occhi, però, non sono abituati. Così, prima di ascendere al cielo, il Risorto ha iniziato a educare i nostri sguardi. E continua a farlo anche oggi! In effetti, le cose non sono come sembrano: l’amore ha vinto, sebbene abbiamo davanti agli occhi tanti contrasti e vediamo lo scontro fra molti opposti. In un’epoca altrettanto travagliata, nel secolo XV, la Chiesa ha avuto un Cardinale ancora oggi poco conosciuto. Fu un grande pensatore e servitore dell’unità. Si chiamava Nicola e veniva da Kues, in Germania: Nicola Cusano. Lui ci può insegnare che sperare è anche “non sapere”. Come scrive San Paolo, infatti, «ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo?» (Rm 8,24). Nicola Cusano non poteva vedere l’unità della Chiesa, scossa da correnti opposte e divisa fra Oriente e Occidente. Non poteva vedere la pace nel mondo e fra le religioni, in un’epoca in cui la cristianità si sentiva minacciata da fuori. Mentre viaggiava, però, come diplomatico del Papa, egli pregava e pensava. Per questo i suoi scritti sono pieni di luce. Molti suoi contemporanei vivevano di paura; altri si armavano preparando nuove crociate. Nicola, invece, scelse fin da giovane di frequentare chi aveva speranza, chi approfondiva discipline nuove, chi rileggeva i classici e tornava alle fonti. Credeva nell’umanità. Capiva che ci sono opposti da tenere insieme, che Dio è un mistero in cui ciò che è in tensione trova unità. Nicola sapeva di non sapere e così comprendeva sempre meglio la realtà. Che dono grande per la Chiesa! Che chiamata al rinnovamento del cuore! Ecco i suoi insegnamenti: fare spazio, tenere insieme gli opposti, sperare ciò che ancora non si vede. Il Cusano parlava di una “dotta ignoranza”, segno di intelligenza. Protagonista di alcuni suoi scritti è un personaggio curioso: l’idiota. È una persona semplice, che non ha studiato e pone ai dotti domande elementari, che mettono in crisi le loro certezze. È così anche nella Chiesa di oggi. Quante domande mettono in crisi il nostro insegnamento! Domande dei giovani, domande dei poveri, domande delle donne, domande di chi è stato messo in silenzio o condannato, perché diverso dalla maggioranza. Siamo in un tempo benedetto: quante domande! La Chiesa diventa esperta di umanità, se cammina con l’umanità e ha nel cuore l’eco delle sue domande. Cari fratelli e sorelle. Sperare è non sapere. Noi non abbiamo già le risposte a tutte le domande. Abbiamo però Gesù. Seguiamo Gesù. E allora speriamo ciò che ancora non vediamo. Diventiamo un popolo in cui gli opposti si compongono in unità. Ci addentriamo come esploratori nel mondo nuovo del Risorto. Gesù ci precede. Noi impariamo, avanzando un passo dopo l’altro. È un cammino non solo della Chiesa, ma di tutta l’umanità. Un cammino di speranza.
Domenica 15 Febbraio Carnevale!Il menù di oggi Antipasti Giardiniera piemontese con tonno Riso ai formaggi Polenta e spezzatino o salsiccia Bugie A Martassina alle ore 14,30 Santo Rosario |




