Eventi

PENTECOSTE 2026

Pentecoste fuoco e vento
Invitiamo i giovani alla Veglia di Pentecoste alle ore 21 di sabato 23 maggio in via Sanfront presso la Cappella del Santo Volto.

DOMENICA 24 MAGGIO 2026

Alle ore 9.30 la santa Messa di Pentecoste nella Chiesa di Balme
alle ore 18 nella Chiesa parrocchiale di Ala di Stura

Alle Contessine dopo la preghiera di mezzogiorno seguirà un momento conviviale.

Menù del pranzo

Antipasti misti caldi e freddi
Risotto con asparagi e fontina
Bocconcini di vitello con patate al rosmarino
Dolci della casa

LUNEDI' di Pentecoste, giorno festivo in mezza europa, pranzo per i pensionati offerto dalla casa,

Venite a trovarci e prenotate la vostra visita al 3282074207

 

Domenica 26 Aprile 2026

La predica di don Giulio

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci dice "Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Nel contesto attuale, il digitale ha aperto talmente tante porte da non avere più muri. Con un “touch” sei nella tua stanza e insieme sei in ogni parte del mondo reale, spaziale, virtuale, sei nel presente, nel passato, nel futuro. Tante porte spalancano sempre più connessioni e contatti, ma diventano rare e deboli le relazioni e i dialoghi. L’identità è sostituita da account confezionati come si vuole. La personalità a tutto tondo è ridotta a “profilo”. Gli spazi vitali sono pagine social, vetrine senza magazzino. Le storie da raccontarsi diventano post che rullano tra i like. Il cibo diventa immagine, bello ma senza gusto e profumo. Ci si ritrova prigionieri di un recinto che imprigiona come una rete (appunto!), con tanti spazi aperti, ma senza uscita.

Dobbiamo ritrovare LA porta della casa della vita, dove abitare
difendendo i nostri valori da tanti ladri di speranza,
difendendo l’intimità da chi scavalca limiti, confini, steccati,
difendendo i sogni da mercenari che vendono illusioni.

Per questo Gesù ci insegna la logica della porta. Anzi dicendo che lui è la porta, afferma che chi ama è come la porta di casa e, soprattutto, ciascuno di noi può essere e fare così.

La porta di casa aperta comunque e nonostante tutto.
La porta di casa si sbatte quando non ci si sente capiti.
La porta di casa dà protezione e se è violata è un trauma.
La porta di casa ad ogni partenza consegna un ritorno.
La porta di casa fa spogliare da maschere e armature.
La porta di casa plasma la spontaneità e la premura.
La porta di casa protegge dalle tempeste.
La porta di casa fa entrare aria fresca e vince l’odore di muffa.
La porta di casa identifica i legami più intensi.
La porta di casa custodisce le parole e i silenzi più densi.
La porta di casa rende liberi e adulti quando ne hai le chiavi.
La porta è così. Dio (e chi ama) è così. Noi possiamo fare così.

La porta di casa è ospedale per curare ferite e sofferenze.
La porta di casa è chiesa per le invocazioni segrete.
La porta di casa è palestra per i muscoli della coscienza.
La porta di casa è università per lezioni di sussistenza.
La porta di casa è banca per custodire tesori preziosi.
La porta di casa è officina per costruire e aggiustare.
La porta di casa è centrale di energie ricaricanti.
La porta è così. Dio (e chi ama è così). Noi possiamo fare così.

La porta di casa segna il passaggio dall’io al noi, fa entrare in uno spicchio di cielo, a volte sereno altre nuvoloso (ma sempre cielo) e uscire a sfidare il mondo.
La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così, perché non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e la gioia non può entrare.

Buona domenica!

La porta

 

A Pasqua e Pasquetta vieni al Cresto!

Scopri il menu di questo giorno.

Ti proponiamo una bella riflessione di Papa Leone come augurio di una buona Pasqua da parte di tutto lo staff delle Contessine.

SPERARE NON E' SAPERE

Dobbiamo imparare ad abitare un mondo nuovo. Tutto va ormai guardato alla luce della risurrezione del Crocifisso. È in questa speranza che siamo salvati! Gli occhi, però, non sono abituati. Così, prima di ascendere al cielo, il Risorto ha iniziato a educare i nostri sguardi. E continua a farlo anche oggi! In effetti, le cose non sono come sembrano: l’amore ha vinto, sebbene abbiamo davanti agli occhi tanti contrasti e vediamo lo scontro fra molti opposti.

In un’epoca altrettanto travagliata, nel secolo XV, la Chiesa ha avuto un Cardinale ancora oggi poco conosciuto. Fu un grande pensatore e servitore dell’unità. Si chiamava Nicola e veniva da Kues, in Germania: Nicola Cusano. Lui ci può insegnare che sperare è anche “non sapere”. Come scrive San Paolo, infatti, «ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo?» (Rm 8,24). Nicola Cusano non poteva vedere l’unità della Chiesa, scossa da correnti opposte e divisa fra Oriente e Occidente. Non poteva vedere la pace nel mondo e fra le religioni, in un’epoca in cui la cristianità si sentiva minacciata da fuori. Mentre viaggiava, però, come diplomatico del Papa, egli pregava e pensava. Per questo i suoi scritti sono pieni di luce.

Molti suoi contemporanei vivevano di paura; altri si armavano preparando nuove crociate. Nicola, invece, scelse fin da giovane di frequentare chi aveva speranza, chi approfondiva discipline nuove, chi rileggeva i classici e tornava alle fonti. Credeva nell’umanità. Capiva che ci sono opposti da tenere insieme, che Dio è un mistero in cui ciò che è in tensione trova unità. Nicola sapeva di non sapere e così comprendeva sempre meglio la realtà. Che dono grande per la Chiesa! Che chiamata al rinnovamento del cuore! Ecco i suoi insegnamenti: fare spazio, tenere insieme gli opposti, sperare ciò che ancora non si vede.

Il Cusano parlava di una “dotta ignoranza”, segno di intelligenza. Protagonista di alcuni suoi scritti è un personaggio curioso: l’idiota. È una persona semplice, che non ha studiato e pone ai dotti domande elementari, che mettono in crisi le loro certezze.

È così anche nella Chiesa di oggi. Quante domande mettono in crisi il nostro insegnamento! Domande dei giovani, domande dei poveri, domande delle donne, domande di chi è stato messo in silenzio o condannato, perché diverso dalla maggioranza. Siamo in un tempo benedetto: quante domande! La Chiesa diventa esperta di umanità, se cammina con l’umanità e ha nel cuore l’eco delle sue domande.

Cari fratelli e sorelle. Sperare è non sapere. Noi non abbiamo già le risposte a tutte le domande. Abbiamo però Gesù. Seguiamo Gesù. E allora speriamo ciò che ancora non vediamo. Diventiamo un popolo in cui gli opposti si compongono in unità. Ci addentriamo come esploratori nel mondo nuovo del Risorto. Gesù ci precede. Noi impariamo, avanzando un passo dopo l’altro. È un cammino non solo della Chiesa, ma di tutta l’umanità. Un cammino di speranza.

 

 

Domenica 15 Febbraio Carnevale!

Il menù di oggi

Antipasti

Giardiniera piemontese con tonno
Frittata alle erbe
Salame della rosa
Polentina gratinata con toma

Riso ai formaggi
Tagliolini al ragù di slasiccia

Polenta e spezzatino o salsiccia
Straccetti di pollo con pomodorini e patate

Bugie
Bônet

A Martassina alle ore 14,30 Santo Rosario 
ore 15 Santa Messa

 

EPIFANIA 2026

Il Bambino Gesù si manifesta al mondo come il Figlio di Dio, Re e Servo

Porta la tua famiglia alle Contessine a fare festa: 
Prenota subito con sms al 328.2074207

Martedì 6 GENNAIO 2026

Santa Messa a Balme alle ore 9,30
Santa Messa ad Ala di Stura alle ore 17,30

Menù del pranzo:

Insalata di verza, arance, noci e miele
Crudi del territorio
Polenta pasticciata ai formaggi

Risotto alla toma
oppure: Lasagna

Cotechino con purè di patate
oppure: Polenta e salsiccia o fricandò

Torta di mele

A Cena con la Befana che vien di notte.

Gran Bollito misto
oppure polenta concia
Verdure invernali stufate o gratinate
Assaggi di tome e formaggi
Dolci della casa
Pere cotte al vino

 
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